martedì 13 maggio 2025

SBAGLIARE LE EQUAZIONI (IGNORANZA O DOLO?)

No no. 
Fascismo e Comunismo non possono essere equiparati. 

Colpevole approssimazione o dolosa strumentalizzazione? 
Opterei per la seconda; del resto, sono una Persona Pessima. 

Nossignori, no. 


Comunismo e Stalinismo devono essere distinti. 
Lo Stalinismo è il fallimento di idee Giuste, tuttora attuali, condivisibili e umane. 

Il Nazismo (e anche il Fascismo, fuorilegge soltanto sulla carta a quanto pare) è il coronamento di idee ingiuste, disumane, crudeli, criminali, assassine.  

https://www.avvenire.it/agora/pagine/per-fare-i-conti-con-comunismo-e-nazifascismo

Al voto, vinca la mistificazione. 
Anche il Nazismo, probabilmente, è nipote di Mubarak





lunedì 12 maggio 2025

INTELLETTO, ETICA, INTEGRITA'

Giuli non ha detto nulla, ha pronunciato parole giustapposte che non formano un pensiero compiuto. 

 



Al netto della supercazzola, che sarebbe stato opportuno evidenziare (ha parlato e non ha detto niente),  
e in coda a troppe parziali polemiche che ovviamente lasciano il tempo che trovano, proporrei di partire da una definizione di "intellettuali". 


Rapisco da Noam Chomsky ("Chi sono i padroni del mondo", 2016) una distinzione che si tende a ignorare (perché non la si conosce, o perché non la si tiene in considerazione?). 

Cosa intendiamo per "intellettuali"?

Persone istruite e colte, che parlano e agiscono in difesa della giustizia, persone che combattono il potere con coraggio e integrità? 

Questa categoria viene definita di "intellettuali orientati ai valori".

Costoro non vengono di solito visti in questo modo, non sono descritti come le persone coraggiosamente limpide, etiche e impavide che sono.
Proprio perché capaci di dichiarare in modo cristallino che "il re è nudo", costoso guadagnano l'etichetta di anarchici, eccentrici, ridicoli. 
Quando diventano pericolosi per lo status quo (di solito poichè hanno guadagnato seguito, autorevolezza anche al di fuori degli ambienti intellettuali), spesso vengono ritenuti fuorilegge, incarcerati, spodestati del loro status, privati della sicurezza e dei mezzi di sostentamento. 


Esiste una diversa categoria di intellettuali: costoro si dedicano a uniformare la politica all'interno delle istituzioni, dell' "establishment", e a garantire che l'indottrinamento delle  giovani generazioni avvenga di conseguenza.

Questa categoria viene definita di "intellettuali tecnocratici e orientati alla politica".

Costoro, ben lungi dall'essere invisi al potere, vengono facilmente portati ad esempio. A costoro viene attribuita visibilità, viene concessa libertà di parola e di espressione, vengono conferiti incarichi prestigiosi. Vengono paternalisticamente e strumentalmente apprezzati pubblicamente. 

Al netto della supercazzola dell'esimio Giuli, cosa intendiamo quando pensiamo "intellettuale"?    


domenica 11 maggio 2025

ABROGAZIONE DELL'IMBECILLITA'


La geniale idea di accodare a quattro quesiti relativi al lavoro e ai diritti di chi lavora un quinto quesito che riguarda la cittadinanza. 

Non si può essere così imbecilli (si può, lo sappiamo); vien da chiedersi qual è il motore che spinge a fare in modo che il referendum fallisca, a priori. 

C'è tempo, direte. Non si è ancora votato, penserete. 
Non puoi sapere che il quorum non sarà raggiunto, obietterete. 

Una gara entusiasmante per il primato dell'imbecillità.

Da una parte i minus-habens che pur di affermare il proprio razzismo, fieri della miopia autolesionista che li contraddistingue, boicotteranno il voto. 

Dall'altra (dall'altra?) chi, ben conoscendo i minus-habens di cui sopra pensa di aggiungere un quesito che - giammai! - potrebbe rendere meno complicata la vita di chi vive in Italia, spesso in Italia ci è nato, avendo cittadinanza straniera. 

Imbecillità o malafede? 
Stupidità o dolo?
Si può essere tanto cretini? Si può, si può.

https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_in_Italia_del_2025