... e voi non valete un cazzo.
L'intervento di Alessandro Barbero viene oscurato, poiché independent fact checkers hanno deciso che veicola disinformazione.
Potrebbe non interessarci, del resto siamo bombardati da falsità e ciascuno crede ciò che vuole - sopratutto voi beoti.
Invece è rilevante.
A breve saremo chiamati a votare, ovvero a esprimere la nostra opinione, sulla legge costituzionale approvata con destrezza da questo destrorsissimo Governo destroverso.
Voto nel merito.
Il Referendum è l'unica occasione in cui l'elettore ha la reale possibilità di esprimere la propria opinione puntuale, precisa, circoscritta su un preciso argomento.
Occasione persa, perché se ne fa una questione di schieramenti e di simpatie.
Domande retoriche:
Certo che no, Beota.
Torniamo al motivo che ha ispirato questo pippone.
Alessandro Barbero è un divulgatore (leggi: un influencer con competenze di tutto rispetto).
Si limitasse a un curriculum di pregio, non darebbe fastidio a nessuno.
Invece racconta, con entusiasmo e professionalità, di ciò che sa. Lo fa pubblicamente ed è un personaggio conosciuto e ascoltato. Ha un pubblico vasto, eterogeneo.
Succede che Alessandro Barbero esprima la propria opinione su una riforma che possiamo supporre abbia letto e analizzato.
Lo fa dichiarando quali sono le proprie convinzioni politiche, apertamente.
Lo fa mettendoci in guardia dalle insidie di una legge che viene propagandata con un titolo "la separazione delle carriere" (apparentemente innocua, nevvero?) e contiene invece tutt'altro.
Succede che Barbero rischia di avere seguito, di influenzare il voto di una parte di quella immensa porzione di beot... cittadini che votano a seconda di ciò che fanno altri.
Succede che questa influenza possa aumentare il numero dei NO.
Quindi viene ingiuriato. Che ne sa lui di leggi!
A occhio è quanto meno in grado di leggere un testo e di comprenderne il significato, al contrario di te.
Successivamente viene oscurato: non è preciso nel dare informazioni.
Ignorando completamente il fatto che sta esprimendo la propria opinione, e anche che non è poi così impreciso e fuorviante. Al contrario.
E' affatto rilevante, quindi, la necessità di nascondere questo semplice, breve, personale contenuto alla visione delle masse.
Ragion per cui lo ripropongo, per quello che è.
"Ci ho messo un po' a decidere di girare questo video in cui spiego le ragioni per cui voterò no.
Ci ho messo un po' perché questa ormai è diventata una battaglia politica fra destra e sinistra, e a me non sembra che sia compito mio intervenire in scontri di questo tipo.
Certo io sono di sinistra, e questo lo sanno tutti, ma proprio per questo che bisogno c'è, e a cosa serve che io dica a tutti anch'io voterò NO, sai che novità.
Però poi studiando un po' da vicino la questione, una cosa che mi è venuta voglia di dire è questa.
Intanto che il Referendum NON è sulla separazione delle carriere fra pubblici ministeri e giudici; la separazione di fatto c'è già.
Già adesso il magistrato che prende servizio decide in quale dei due ruoli lavorare - e può cambiare una sola volta nella vita.
Al centro della riforma c'è la distruzione del Consiglio Superiore della Magistratura così come era stato voluto dall'Assemblea costituente.
Il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura, n.d.a.) è l'organo di autogoverno dei magistrati, con funzioni anche disciplinari; cioè fa qualcosa che prima, sotto il regime fascista, faceva il Ministro della Giustizia. Era il Ministro, cioè il Governo, cioè la politica, che sorvegliava la magistratura.
I Padri Costituenti vedevano benissimo che la separazione dei Poteri è una garanzia indispensabile di democrazia.
Per questo la Costituzione prevede che il CSM sia composto per 2/3 da magistrati ordinari eletti dai colleghi, e per 1/3 da professori di giurisprudenza e avvocati di grande esperienza, i cosiddetti membri Laici, eletti dal Parlamento.
Il CSM è la garanzia che la magistratura sarà sì in contatto col potere politico, ascolterà le ragioni del Governo, ma sarà libera nelle sue scelte.
La riforma indebolisce il Consiglio Superiore della Magistratura:
intanto perché prevede che sia sdoppiato - uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri - e che al di sopra del CSM ci sia un altro organo disciplinare separato, anch'esso composto da rappresentanti dei magistrati e da membri di nomina politica;
ma soprattutto la riforma prevede che in tutti questi organi i membri che rappresentano i magistrati, e che finora erano eletti dai colleghi, la riforma prevede che siano tirati a sorte.
La giustificazione di questa misura pazzesca che non si usa in nessun organo di grande responsabilità, la giustificazione è che la magistratura è politicizzata - cosa considerata orribile - e che quando vota, la magistratura elegge i rappresentanti delle sue diverse correnti, e questo si vorrebbe evitarlo.
A me però sembra che un CSM, anzi DUE, anzi TRE organismi dove i membri magistrati sono tirati a sorte, mentre il Governo continua a scegliere quelli che nomina lui, ebbene mi sembra che questi organismi saranno per forza di cose organismi dove il peso della componente politica sarà molto superiore; dove di fatto il Governo potrà di nuovo, come in uno Stato autoritario, dare ordini ai magistrati.
Naturalmente chi è favorevole alla riforma può benissimo dire, come infatti molti dicono, che va bene così, è proprio questo che vogliamo.
Io la penso diversamente e per questo voterò NO".