giovedì 22 gennaio 2026

ALESSANDRO BARBERO (REFERENDUM - UNO VALE UNO)

 ... e voi non valete un cazzo. 

L'intervento di Alessandro Barbero viene oscurato, poiché independent fact checkers hanno deciso che veicola disinformazione. 

Potrebbe non interessarci, del resto siamo bombardati da falsità e ciascuno crede ciò che vuole - sopratutto voi beoti. 

Invece è rilevante. 



A breve saremo chiamati a votare, ovvero a esprimere la nostra opinione, sulla legge costituzionale approvata con destrezza da questo destrorsissimo Governo destroverso.

Voto nel merito.
Il Referendum è l'unica occasione in cui l'elettore ha la reale possibilità di esprimere la propria opinione puntuale, precisa, circoscritta su un preciso argomento. 
Occasione persa, perché se ne fa una questione di schieramenti e di simpatie. 

Domande retoriche: 
Certo che no, Beota. 

Torniamo al motivo che ha ispirato questo pippone.
Alessandro Barbero è un divulgatore (leggi: un influencer con competenze di tutto rispetto). 
Si limitasse a un curriculum di pregio, non darebbe fastidio a nessuno. 
Invece racconta, con entusiasmo e professionalità, di ciò che sa. Lo fa pubblicamente ed è un personaggio conosciuto e ascoltato. Ha un pubblico vasto, eterogeneo. 

Succede che Alessandro Barbero esprima la propria opinione su una riforma che possiamo supporre abbia letto e analizzato. 
Lo fa dichiarando quali sono le proprie convinzioni politiche, apertamente. 
Lo fa mettendoci in guardia dalle insidie di una legge che viene propagandata con un titolo "la separazione delle carriere" (apparentemente innocua, nevvero?) e contiene invece tutt'altro. 

Succede che Barbero rischia di avere seguito, di influenzare il voto di una parte di quella immensa porzione di beot... cittadini che votano a seconda di ciò che fanno altri. 
Succede che questa influenza possa aumentare il numero dei NO. 

Quindi viene ingiuriato. Che ne sa lui di leggi! 
A occhio è quanto meno in grado di leggere un testo e di comprenderne il significato, al contrario di te. 
Successivamente viene oscurato: non è preciso nel dare informazioni. 

Ignorando completamente il fatto che sta esprimendo la propria opinione, e anche che non è poi così impreciso e fuorviante. Al contrario. 

E' affatto rilevante, quindi, la necessità di nascondere questo semplice, breve, personale contenuto alla visione delle masse. 

Ragion per cui lo ripropongo, per quello che è. 

"Ci ho messo un po' a decidere di girare questo video in cui spiego le ragioni per cui voterò no.
Ci ho messo un po' perché questa ormai è diventata una battaglia politica fra destra e sinistra, e a me non sembra che sia compito mio intervenire in scontri di questo tipo.
Certo io  sono di sinistra, e questo lo sanno tutti, ma proprio per questo che bisogno c'è, e a cosa serve che io dica a tutti anch'io voterò NO, sai che novità. 

Però poi studiando un po' da vicino la questione, una cosa che mi è venuta voglia di dire è questa.

Intanto che il Referendum NON è sulla separazione delle carriere fra pubblici ministeri e giudici; la separazione di fatto c'è già. 
Già adesso il magistrato che prende servizio decide in quale dei due ruoli lavorare - e può cambiare una sola volta nella vita.  

Al centro della riforma c'è la distruzione del Consiglio Superiore della Magistratura così come era stato voluto dall'Assemblea costituente. 
Il CSM (Consiglio Superiore della Magistratura, n.d.a.) è l'organo di autogoverno dei magistrati, con funzioni anche disciplinari; cioè fa qualcosa che prima, sotto il regime fascista, faceva il Ministro della Giustizia. Era il Ministro, cioè il Governo, cioè la politica, che sorvegliava la magistratura.
I Padri Costituenti vedevano benissimo che la separazione dei Poteri è una garanzia indispensabile di democrazia
Per questo la Costituzione prevede che il CSM sia composto per 2/3 da magistrati ordinari eletti dai colleghi, e per 1/3 da professori di giurisprudenza e avvocati di grande esperienza, i cosiddetti membri Laici, eletti dal Parlamento. 
Il CSM è la garanzia che la magistratura sarà sì in contatto col potere politico, ascolterà le ragioni del Governo, ma sarà libera nelle sue scelte. 

La riforma indebolisce il Consiglio Superiore della Magistratura: 
intanto perché prevede che sia sdoppiato - uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri - e che al di sopra del CSM ci sia un altro organo disciplinare separato, anch'esso composto da rappresentanti dei magistrati e da membri di nomina politica; 
ma soprattutto la riforma prevede che in tutti questi organi i membri che rappresentano i magistrati, e che finora erano eletti dai colleghi, la riforma prevede che siano tirati a sorte. 

La giustificazione di questa misura pazzesca che non si usa in nessun organo di grande responsabilità, la giustificazione è che la magistratura è politicizzata - cosa considerata orribile -  e che quando vota, la magistratura elegge i rappresentanti delle sue diverse correnti, e questo si vorrebbe evitarlo. 

A me però sembra che un CSM, anzi DUE, anzi TRE organismi dove i membri magistrati sono tirati a sorte, mentre il Governo continua a scegliere quelli che nomina lui, ebbene mi sembra che questi organismi saranno per forza di cose organismi dove il peso della componente politica sarà molto superiore; dove di fatto il Governo potrà di nuovo, come in uno Stato autoritario, dare ordini ai magistrati.

Naturalmente chi è favorevole alla riforma può benissimo dire, come infatti molti dicono, che va bene così,
è proprio questo che vogliamo.

Io la penso diversamente e per questo voterò NO"







mercoledì 14 gennaio 2026

REFERENDUM 2026 (UNO VALE UNO)

 ... e voi non valete un cazzo. 


Come vogliono diventino gli articoli della Costituzione Italiana interessati dalla riforma.

Art. 87
Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale.
Può inviare messaggi alle Camere.
Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione.
Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo.
Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.
Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere.
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
Presiede il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente.
Può concedere grazia e commutare le pene.
Conferisce le onorificenze della Repubblica.

Art. 102
La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario, le quali disciplinano altresì distinte carriere dei magistrati giudicanti e requirenti.
La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull'ordinamento giudiziario.
Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura.
La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all'amministrazione della giustizia.

Art. 104
La magistratura  costituisce  un  ordine  autonomo  e indipendente da ogni altro potere ed e' composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente.
Il  Consiglio  superiore  della  magistratura  giudicante  e   il Consiglio superiore della magistratura requirente sono presieduti dal Presidente della Repubblica.
Ne fanno parte di diritto, rispettivamente, il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione.
Gli altri componenti sono estratti a sorte, per un terzo,  da  un elenco di professori ordinari di università in materie giuridiche  e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, che il  Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall'insediamento, compila  mediante elezione,  e,  per  due  terzi,  rispettivamente,  tra  i  magistrati giudicanti e  i  magistrati  requirenti,  nel  numero  e  secondo  le procedure previsti dalla legge.
Ciascun  Consiglio  elegge  il  proprio  vicepresidente   tra   i componenti designati mediante  sorteggio  dall'elenco  compilato  dal Parlamento in seduta comune.
I  componenti  designati  mediante  sorteggio  durano  in  carica quattro anni e non possono partecipare alla  procedura  di  sorteggio successiva.
I componenti non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali  ne'  far  parte  del  Parlamento  o  di  un Consiglio regionale. 

Art.  105
Spettano  a  ciascun  Consiglio  superiore  della magistratura,  secondo  le  norme  sull'ordinamento  giudiziario,  le assunzioni, le  assegnazioni,  i  trasferimenti,  le  valutazioni  di professionalità e  i  conferimenti  di  funzioni  nei  riguardi  dei magistrati. 
La  giurisdizione  disciplinare  nei  riguardi   dei   magistrati ordinari, giudicanti  e  requirenti,  e'  attribuita  all'Alta  Corte disciplinare
L'Alta Corte è composta  da  quindici  giudici tre  dei  quali nominati dal Presidente della Repubblica tra professori  ordinari  di università in materie giuridiche e avvocati con almeno venti anni di esercizio e tre estratti a sorte da un elenco di soggetti in possesso dei medesimi requisiti, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall'insediamento, compila mediante  elezione,  nonché  da  sei magistrati giudicanti e tre requirenti,  estratti  a  sorte  tra  gli appartenenti alle rispettive  categorie  con  almeno  venti  anni  di esercizio delle funzioni giudiziarie e che svolgano o abbiano  svolto funzioni di legittimità. 
L'Alta Corte elegge il presidente  tra  i  giudici  nominati  dal Presidente della Repubblica o estratti a sorte dall'elenco  compilato dal Parlamento in seduta comune. 
I  giudici  dell'Alta  Corte  durano  in  carica  quattro   anni.
L'incarico non può essere rinnovato. 
L'ufficio di giudice dell'Alta Corte e' incompatibile con  quelli di membro del Parlamento, del Parlamento  europeo,  di  un  Consiglio regionale  e  del  Governo,  con  l'esercizio  della  professione  di avvocato e con ogni altra carica e ufficio indicati dalla legge. 
Contro le sentenze emesse dall'Alta Corte  in  prima  istanza  è' ammessa impugnazione, anche per motivi di  merito,  soltanto  dinanzi alla stessa Alta Corte,  che  giudica  senza  la  partecipazione  dei
componenti che hanno concorso a pronunciare la decisione impugnata.
La legge  determina  gli  illeciti  disciplinari  e  le  relative sanzioni, indica la composizione dei collegi, stabilisce le forme del procedimento disciplinare e le norme necessarie per il  funzionamento dell'Alta Corte e assicura che i magistrati giudicanti  o  requirenti siano rappresentati nel collegio

Art. 106
Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso.
La legge sull'ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli.
Su designazione del Consiglio superiore della magistratura giudicante possono essere chiamati all'ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche, magistrati appartenenti alla magistratura requirente con almeno quindici anni di esercizio delle funzioni  e avvocati che abbiano quindici anni d'esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.

Art. 107
I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del rispettivo Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l'azione disciplinare.
I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni.
Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull'ordinamento giudiziario.

Art. 110
Ferme le competenze di ciascun Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della giustizia l'organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.


Le FONTI?
Beoti.

La Costituzione Italiana, bistrattata, incompresa, disapplicata. 
Anziché modificarla, sarebbe intelligente varare leggi che la rispettino. 
Sarebbe intelligente, appunto. 

E lui, il pernicioso:
Testo di legge costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, recante: «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare». (25A05968) (GU Serie Generale n.253 del 30-10-2025)



martedì 13 maggio 2025

SBAGLIARE LE EQUAZIONI (IGNORANZA O DOLO?)

No no. 
Fascismo e Comunismo non possono essere equiparati. 

Colpevole approssimazione o dolosa strumentalizzazione? 
Opterei per la seconda; del resto, sono una Persona Pessima. 

Nossignori, no. 


Comunismo e Stalinismo devono essere distinti. 
Lo Stalinismo è il fallimento di idee Giuste, tuttora attuali, condivisibili e umane. 

Il Nazismo (e anche il Fascismo, fuorilegge soltanto sulla carta a quanto pare) è il coronamento di idee ingiuste, disumane, crudeli, criminali, assassine.  

https://www.avvenire.it/agora/pagine/per-fare-i-conti-con-comunismo-e-nazifascismo

Al voto, vinca la mistificazione. 
Anche il Nazismo, probabilmente, è nipote di Mubarak





lunedì 12 maggio 2025

INTELLETTO, ETICA, INTEGRITA'

Giuli non ha detto nulla, ha pronunciato parole giustapposte che non formano un pensiero compiuto. 

 



Al netto della supercazzola, che sarebbe stato opportuno evidenziare (ha parlato e non ha detto niente),  
e in coda a troppe parziali polemiche che ovviamente lasciano il tempo che trovano, proporrei di partire da una definizione di "intellettuali". 


Rapisco da Noam Chomsky ("Chi sono i padroni del mondo", 2016) una distinzione che si tende a ignorare (perché non la si conosce, o perché non la si tiene in considerazione?). 

Cosa intendiamo per "intellettuali"?

Persone istruite e colte, che parlano e agiscono in difesa della giustizia, persone che combattono il potere con coraggio e integrità? 

Questa categoria viene definita di "intellettuali orientati ai valori".

Costoro non vengono di solito visti in questo modo, non sono descritti come le persone coraggiosamente limpide, etiche e impavide che sono.
Proprio perché capaci di dichiarare in modo cristallino che "il re è nudo", costoso guadagnano l'etichetta di anarchici, eccentrici, ridicoli. 
Quando diventano pericolosi per lo status quo (di solito poichè hanno guadagnato seguito, autorevolezza anche al di fuori degli ambienti intellettuali), spesso vengono ritenuti fuorilegge, incarcerati, spodestati del loro status, privati della sicurezza e dei mezzi di sostentamento. 


Esiste una diversa categoria di intellettuali: costoro si dedicano a uniformare la politica all'interno delle istituzioni, dell' "establishment", e a garantire che l'indottrinamento delle  giovani generazioni avvenga di conseguenza.

Questa categoria viene definita di "intellettuali tecnocratici e orientati alla politica".

Costoro, ben lungi dall'essere invisi al potere, vengono facilmente portati ad esempio. A costoro viene attribuita visibilità, viene concessa libertà di parola e di espressione, vengono conferiti incarichi prestigiosi. Vengono paternalisticamente e strumentalmente apprezzati pubblicamente. 

Al netto della supercazzola dell'esimio Giuli, cosa intendiamo quando pensiamo "intellettuale"?    


domenica 11 maggio 2025

ABROGAZIONE DELL'IMBECILLITA'


La geniale idea di accodare a quattro quesiti relativi al lavoro e ai diritti di chi lavora un quinto quesito che riguarda la cittadinanza. 

Non si può essere così imbecilli (si può, lo sappiamo); vien da chiedersi qual è il motore che spinge a fare in modo che il referendum fallisca, a priori. 

C'è tempo, direte. Non si è ancora votato, penserete. 
Non puoi sapere che il quorum non sarà raggiunto, obietterete. 

Una gara entusiasmante per il primato dell'imbecillità.

Da una parte i minus-habens che pur di affermare il proprio razzismo, fieri della miopia autolesionista che li contraddistingue, boicotteranno il voto. 

Dall'altra (dall'altra?) chi, ben conoscendo i minus-habens di cui sopra pensa di aggiungere un quesito che - giammai! - potrebbe rendere meno complicata la vita di chi vive in Italia, spesso in Italia ci è nato, avendo cittadinanza straniera. 

Imbecillità o malafede? 
Stupidità o dolo?
Si può essere tanto cretini? Si può, si può.

https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_in_Italia_del_2025





lunedì 20 maggio 2024

Prendete e leggetene tutti



L'importanza di leggere. 
Una immane stronzata. 

Non basta. E' insufficiente, inutile, dannoso; 
se pensi di farlo per accrescere le tue inesistenti competenze.

Bisogna prima, durante, sempre, anche studiare. 

Autodidatta un benemerito.

 
Un percorso strutturato è necessario, soprattutto se il tuo quoziente intellettivo, la tua perseveranza, la tua curiosità non superano quelli di un celenterato. 

Soprattutto se ti fai guidare dai tuoi bias senza conoscerli, senza manco sapere cosa sia un bias. 
(Sì, è un termine inglese, e sì, è un termine tecnico). 

"Ha letto un sacco di libri".
Benissimo, ci mancherebbe. Non basta a farne persona esperta. 
A meno che quei libri non trattino di agromenti di cui prima, durante e dopo ha stufiato, studia, studierà. 
A scuola. All'Università. 
Non tramite un qualsiasi webinair per "chi non ha tempo". 

Leggere è bello, può essere utile, di solito non fa male. 

La lettura, da sola, non ti rende esperto. 

Ammettilo, fattene una ragione e dai qualche cazzo di esame. 





sabato 21 gennaio 2023

QUANDO E' TROPPO E' TROPPO

 

OTTO MILIARDI 
UN MILIONE 
DUECENTOQUARANTACINQUEMILA
CENTOCINQUANTASEI

Il genere umano conta troppi individui sul Pianeta. 
Siamo troppi. 
Stiamo inesorabilmente distruggendo il nostro stesso habitat. 

Per qualcuno il problema è che esistano coppie che non si riproducono. 
Questo qualcuno rappresenta un nutrito gruppo di persone. 

Se corriamo verso l'estinzione non è certo a causa dell'omosessualità.