martedì 26 ottobre 2021

DEL DANNOSO TROLLARE

Epoca di fake news. Epoca di disinformazione. Epoca di ignoranza. 

Trollare qua e là può sembrare divertente. Infilarsi in gruppi di beoti per divulgare macroscopiche, improbabili falsità  e godersi lo spettacolo di quelli, che immancabilmente ci cascano, può alimentare un (deviato) senso di superiorità. 

Suvvia, davvero avete bisogno di sentirvi superiori ai beoti?
Trovate veramente dilettevole abbassarvi al loro (infimo) livello per denunciarne l'idiozia?

Pensate si tratti di un modo per indurli a risalire la china, a rendersi conto di quanto siano inadeguati, incapaci, ignoranti, acritici, disinformati, illogici, stupidi?
Credete che di fronte alla vostra trovata ironica, scanzonata, palesemente inverosimile, essi improvvisamente si rendano conto di quanto le proprie convinzioni siano assurde, infondate, cretine e pericolose?

Suvvia. 
Certo che no. Se così fosse, non ci crederebbero. 
Semplice e lineare. 

Che differenza passa tra il vostro deliberato scimmiottare il loro modo di comunicare, e quel loro modo di comunicare?
Se differenza c'è, risulta talmente sottile che non può essere colta da chi non è in grado di comprendere un testo in chiaro. 
Come pensate sia possibile che analizzi un sottotesto?

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Memento: un bel tacer non fu mai scritto.