mercoledì 20 marzo 2019

PENSIERINO

Conosco tanti fascisti che non sanno di esserlo.

Non ho mai conosciuto nessuno che fosse comunista a propria insaputa.


domenica 17 marzo 2019

Christchurch (Cristochiesa)

Christchurch (Cristochiesa).

Una città di neanche 400.000 abitanti, dall'altra parte del mondo, rispetto all'Italia. Su un'isola che è anche uno Stato, in mezzo al Pacifico. 

Una città dove un pezzo di merda fascista ha pensato bene di ammazzare una cinquantina di persone. 
Non a caso menziono la sua appartenenza alla folta schiera dei minus-habens che fa proprie ideologie mai sradicate, e che di recente sono  tornate di moda.

 Questo idiota criminale non è solo un pezzo di merda. E' fascista. Va sottolineata l'appartenenza al sottoinsieme dei minus-habens, perché il motivo per cui ha ucciso è l'appartenenza religiosa delle persone che ha eliminato. 

"Tarrant, aveva preannunciato il suo gesto su un forum online e pianificava gli attacchi da due anni: è quanto emerge dal manifesto anti migrati di 74 pagine dello stesso Tarrant pubblicato su Internet. Il terrorista, riporta il sito australiano News.com.au, aveva preannunciato la strage sul forum '8chan' ed ha scelto di colpire la Nuova Zelanda - che non era il suo obiettivo originale - solo tre mesi fa.

Nel manifesto anti immigrati Tarrant ha spiegato chi è e il motivo delle sue azioni, definite un attacco terroristico. Ha detto di non essere membro di nessuna organizzazione, ma di aver fatto donazioni e interagito con molti gruppi nazionalisti, sebbene abbia agito da solo e nessun gruppo abbia ordinato l'attacco. Ha aggiunto di aver scelto la Nuova Zelanda a causa della sua posizione, per dimostrare che anche le parti più remote del mondo non sono esenti da "immigrazione di massa"
".
(ANSA, 15.03.2019)

Questo lo sai già, se ne parla. 

Ho sentito chiedere (domanda retorica, la cui risposta non è così evidente alla massa di KMOP* che infesta quest'epoca) come mai quando le vittime sono occidentali, Cattoliche, e vari attributi che piacciono tanto ai novelli nazi, allora si tratta di scontro di civiltà, dei "nostri" messi in pericolo da "loro", gli altri, i selvaggi, i crudeli, i violenti (ecc. ecc.), 
mentre quando le vittime sono seguaci di altra setta religiosa (come possono essere i Musulmani, per esempio), allora si tratti di un "pazzo solo e isolato". 
Nonostante il pazzo solo e isolato rivendichi il proprio gesto criminale e assassino facendo proprie le ideuzze criminali e assassine di un manipolo di ignoranti che sanno bene come far leva sulla pancia piena di merda della gente che non sa cosa sia la cultura, la conoscenza, la scienza. 

La spiegazia esiste. Si sa perfettamente perché la reazione delle pance piene di merda sia questa. 
Si sa benissimo che cosa renda tanto naturale da seguire questa illogica logica del noi-loro, questo odio irrazionale verso qualsiasi diversità. 
Ma non te lo dico. 

Googla, Beota, se ti interessa. Ma siccome sei Beota non te ne frega una beata. Siccome sei Beota, non pensi che questa tua tendenza sistematica a ragionare con la tua assurda testa di ruspa sia intrinsecamente fallace. E non ti importa di capire, di imparare come difenderti da te stesso. 
Non in interessa sapere che esiste ad esempio una Teoria dell'Identità Sociale, non sai che sei una pedina in balia di te stesso (o stessa che dir si voglia, perché l'idiozia è trasversale), e nutro l'arrogante certezza che se anche ne venissi a conoscenza, se anche ti imbattessi in qualcuno che con pazienza volesse spiegarti le basi, tu manderesti tutto in ruspa con un sempreverde "io non la penso così".

- Ehi, ti svelo un segreto: se ti bevi una bottiglia di ammoniaca è molto probabile che tu muoia. 
- Teorie, non si può conoscere l'essere umano, è un complotto
- Prosit.
(E niente, sei ancora qui).

(*) Punto peloso
Knowledge is Merely Opinion People (cit. - fonte sconosciuta). 




sabato 16 marzo 2019

Il Seme Inutile

"La donna o è fertile o è inutile"


Mi vergogno della mia appartenenza al genere umano, mi vergogno della mia appartenenza al genere di questo uomo di grande cultura, come l'ha definito il "suo" Sindaco, costretto dalle proteste a dimettere tale testa di Assessore.
Non contesto la quantità di nozioni contenute in tale capocchia, non conoscendo Manlio Paganella, l'ex-assessore alla Cultura (per l'appunto) di Castiglione delle Stiviere (Mantova), nutro qualche legittimo dubbio sulle sue facoltà intellettive, però.

Non tanto perché avrebbe potuto immaginare che una uscita di tale portata avrebbe suscitato qualche reazione contraria e contrariata, e non solo, come rimarca il tuttora Sindaco, perché in questo momento il tema delle donne e di tutti i generi è molto importante e serve molta attenzione verso le pari opportunità (come dire che è un periodo un po' così, ma poi passerà; con un po' di pazienza di potrà tornare a  discriminare senza timore di essere boicottati - mi domando come sia possibile che non venga preso a calci pure lui, per quest'altra uscita infelice, anche se meno diretta, ma forse leggo sottotesti dove altri nemmeno li vedono), ma perché un'affermazione del genere contiene in sè tanti e tali assurdità che a nessun essere pensante e colto (l'assessore alla Cultura!) dovrebbe nemmeno passare per l'anticamera del cervello non solo di pronunciare, ma anche di pensare.
Non credo sia stato un lapsus. E' un po' grossa, la bomba lanciata.

Manlio Paganella
ex-assessore alla Cultura di Castiglione delle Stiviere
Possibile che questo esemplare di Homo Sapiens non sia stato sfiorato dall'idea che se l'unico scopo (pun not intended) di una persona è quello di procreare, forse lo stesso vale per gli uomini? Un uomo sterile è dunque inutile?

Altro piano di comprensione riguarda la sovrappopolazione cui il Pianeta è afflitto. Possibile che non sappiamo guardare più lontano dei confini del nostro condominio? Alla faccia della globalizzazione, viene da dire.




Enrico Volpe
Sindaco del Comune di Castiglione delle Stiviere


Non ha pensato inoltre, il nostro uomo di grande cultura, al contributo che grandi scienziate, atlete, donne di cultura hanno dato e danno alla nostra società, e che alcune di esse figli non ne hanno o non ne hanno avuti?

Se pensa che una Rita Levi Montalcini, per citare un nome che anche i sassi conoscono ormai, o una Margherità Hack, per andare sul sicuro, siano state persone inutili in quando non generatrici di prole, se pensa che il contributo di Dacia Maraini, Oriana Fallaci, Nilde Iotti, Fabiola Gianotti non valga, se pensa che l'unico merito di Samantha Cristoforetti sia stato mettere al mondo un bebè, allora vorrei porre una domanda al tuttora Sindaco di Castiglione delle Stiviere.


Gli chiederei: esattamente cosa intende per "grande cultura"?





venerdì 15 marzo 2019

Spiegazia Colorata

Chi non riesce proprio a capire cosa sia il razzismo è razzista. 
Chiunque sia non-non-razzista è razzista. 
"Non sono razzista, ho parenti neri" sarebbe un'affermazione fantastica, se rimanesse nell'ambito dell'impossibile. 
 
Preferirei di gran lunga prendere a scappellotti le vostre teste di ruspa, ma sarebbe comunque inutile, e preferisco usare le mani per attività più piacevoli, quindi scrivo, sospirando mestamente nella piena consapevolezza dell'inutilità del gesto. 
Non leggerete. Se leggeste, non capireste. 
E siamo daccapo. 

Mero esercizio verbale, dunque.
E facciamolo. 

Dire a una persona nera che è nera non è razzismo. E' stupido e inutile, perché si suppone lo sappia da sè.
Riprendere una persona nera perché si sta comportando in modo sbagliato non è razzista, perché non di riprende il colore della pelle ma l'azione compiuta. 

Criticare una persona nera per ciò che dice, pensa fa, non è razzista di per sè. Lo diventa immediatamente se quelle stesse parole, pensieri azioni fossero tollerati in una persona con la pelle di altro colore. 

E' razzista presumere che il colore della pelle implichi tutta una serie di altri attributi, caratteristiche, tendenze all'azione, che niente, proprio niente hanno a che vedere con gli effetti cromatici. 
Per fare qualche esempio, inutile perchè il Razzista Semplice non capirebbe nemmeno un disegno: 

  • pensare che la pelle nera sia un segnale di maggiore probabilità alla delinquenza - RAZZISTA
  • credere che una persona nera sia clandestina, irregolare, senza un lavoro, e sicuramente non cittadina itlaiana - RAZZISTA
  • avere la convinzione che una persona nera non parli italiano - RAZZISTA
  • ritenere che una persona nera non abbia titolo di studio o competenze professionali - RAZZISTA
  • condannare una condotta solamente se compiuta da persona nera - RAZZISTA
  • evitare in tutti i modi di menzionare il fatto che la pelle di una persona nera sia nera - RAZZISTA
  • voler sottolineare il fatto che la pelle di una persona nera sia nera - RAZZISTA
  •  vedere che una persona nera ha la pelle nera e non trarre alcuna altra conclusione da questo - NON razzista
  • parlare del colore nero della pelle di una persona nera quando l'argomento in questione è il colore della pelle - NON razzista
  • intervenire se una persona nera delinque, in quando delinquente e non in quanto nera - NON razzista
e così via. Ma lo so, è troppo complicato per una Testa di Ruspa Semplice. 



Perché ho scritto questa Spiegazia Colorata

Se il beota testa di ruspa descritto nell'articolo che ha provocato questa diarrea verbale si fosse fermato non appena la signora chiamata in causa gli ha risposto che no, lei era al posto giusto nel momento giusto,  si sarebbe trattato di un'infelice gaffe. Per evitare la quale sarebbero bastate due connessioni neuronali funzionanti, ma sarebbe stata una gaffe. 

Invece no. Il testa di ruspa, forte del clima di amabile nazionalismo che aleggia nel nostro Bel Paese Bello, ha calcato la mano. Chi è lei per dire che sa quale passaporto ha in tasca? Saprò meglio io, in qualità di Testa di Ruspa, che se hai la pelle nera non puoi, no no, non puoi essere italiana. 
E avanti, fino all'alterco. 

Mi domando come sarebbe stato l'episodio se il personaggio semplice avesse rivolto analoga  obiezione, che so, a una bionda lentigginosa alta due metri, pensando non potesse essere Italiana. 
E se questa gli avesse risposto "no, guarda, tutto bene, sono nella fila giusta". 
Chissà se il cittadino modello Semplice avrebbe ceduto di fronte alla sicurezza dimostrata da una persona adulta nei confronti della propria cittadinanza. Chissà.

Ho fatto notare che non ero nella fila sbagliata, ma ho chiesto comunque dove dovessi recarmi e perché. Il ragazzo ha risposto: "Deve venire da quest’altra parte perché è nera. Non può essere europea se è nera, quindi non può passare di là". A quel punto la mia amica è intervenuta chiedendo perché l’avesse chiesto solo a me e non a tutti gli altri passeggeri: lui ha ribadito che io non potevo seguire quella fila».

Il nocciolo della questione sta in quel non può essere Europea se è nera. 
Come dire che non puoi essere Pugliese se sei biondo. Questo è razzismo.

Europeo non significa "con la pelle bianca".

Lo so, è troppo. Mi fermo qui.
L'ignorante semplice non si farà certo una cultura qui. Nessuno si farà certo una cultura qui.
Posso dedicarmi ad altro. Invettiva terminata.

mercoledì 13 marzo 2019

DOVE SONO? (Le femministe)

Ogniqualvolta si legge una notizia che può essere interpretata (o distorta) ideologicamente
[ovvero ogni volta che una qualsiasi notizia che possa essere strumentalizzata viene resa pubblica], ecco che si leva un coro di "Dove sono quelli che ...?" ( "Quelli che" sono "buonisti", "comunisti", "femministe", ... "quelli che" sono non fascisti). In questo caso, dove sono le femministe?
(E i femministi?, aggiungerei io)



Dove sono















Ecco cosa ne pensa una donna che viene insultata senza un domani e senza un valido motivo a destra e a manca.
Non è silenzio, questo. E' una voce che non viene ascoltata. Come tante, troppe altre. Fosse rilevante, per qualcuno, i post sono stati pubblicati a due ore l'uno dall'altro, e il primo è stato lui, che come sempre posta a raffica).

Dove sono_2.JPG



E ogni volta la risposta sarebbe semplice, se non che queste sono domande retoriche.
Perché non importa il commento delle persone che vengono chiamate in causa.
Importante è far passare il messaggio, estremamente deviato, che si tratti di una guerra tra fazioni.

La ragione a prescindere, che ragiona per colori e bandiere, e il torto a prescindere, che NON avanza a suon di slogan, ma è importante che appaia così: contrapposto, senza argomentazione.





Il gioco è semplice. 
Per chi segue il capitano con la felpa leggere è superfluo, approfondire è fatica inutile, comprendere è al di fuori delle capacità.
I commenti delle "femministe" sono presenti. Purtroppo sono un po' meno semplici da comprendere di qualche slogan e di un post che non ammette replica, che non lascia spazio al ragionamento.

Mi domando quando freghi al postatore seriale la sorte di una donna che combatte per i diritti umani e la cui vita è stata distrutta in modo ingiusto e crudele.

La domanda corretta da porre è: quale può essere una reazione a una condanna tanto crudele per un reato inesistente? Per inciso, non è la prima volta che Nasrin Sotoudeh viene arrestata: https://en.wikipedia.org/wiki/Nasrin_Sotoudeh

Da un Ministro dell'Interno che si atteggia a Presidente del Consiglio ci si aspetterebbe una condanna a qualsiasi tipo di violazione dei diritti umani, ci si aspetterebbe un giudizio netto, una presa di posizione forte.

Invece no.
Lui se la prende con un supposto silenzio (che è tale solamente per chi non ascolta) di un movimento (o di più movimenti) che qui, in casa sua, nella sua Italia che dice di voler difendere, viene ignorato quando va bene. Viene sistematicamente deriso, zittito, squalificato.

Comoda posizione, la sua.
Non affronta i problemi, si limita a fomentare odio e divisioni, in una assurda logica secondo cui i diritti non possono (e non devono!) appartenere a tutti, ma devono essere appannaggio di pochi. E voi, beoti, non lo capite proprio.  

Ah, ecco qualche commento tra quelli che il  Felpa attende, ma non leggerà mai
[rettifico: TU non li leggerai mai, perché chi si occupa dell'immagine mediatica del soggetto in questione forse un'occhiata attorno la butta]:
https://lunanuvola.wordpress.com/2010/12/19/a-ginevra-per-nasrin/