[ovvero ogni volta che una qualsiasi notizia che possa essere strumentalizzata viene resa pubblica], ecco che si leva un coro di "Dove sono quelli che ...?" ( "Quelli che" sono "buonisti", "comunisti", "femministe", ... "quelli che" sono non fascisti). In questo caso, dove sono le femministe?
(E i femministi?, aggiungerei io)
Ecco cosa ne pensa una donna che viene insultata senza un domani e senza un valido motivo a destra e a manca.
Non è silenzio, questo. E' una voce che non viene ascoltata. Come tante, troppe altre. Fosse rilevante, per qualcuno, i post sono stati pubblicati a due ore l'uno dall'altro, e il primo è stato lui, che come sempre posta a raffica).
E ogni volta la risposta sarebbe semplice, se non che queste sono domande retoriche.
Perché non importa il commento delle persone che vengono chiamate in causa.
Importante è far passare il messaggio, estremamente deviato, che si tratti di una guerra tra fazioni.
La ragione a prescindere, che ragiona per colori e bandiere, e il torto a prescindere, che NON avanza a suon di slogan, ma è importante che appaia così: contrapposto, senza argomentazione.
Il gioco è semplice.
Per chi segue il capitano con la felpa leggere è superfluo, approfondire è fatica inutile, comprendere è al di fuori delle capacità.
I commenti delle "femministe" sono presenti. Purtroppo sono un po' meno semplici da comprendere di qualche slogan e di un post che non ammette replica, che non lascia spazio al ragionamento.
Mi domando quando freghi al postatore seriale la sorte di una donna che combatte per i diritti umani e la cui vita è stata distrutta in modo ingiusto e crudele.
La domanda corretta da porre è: quale può essere una reazione a una condanna tanto crudele per un reato inesistente?
Per inciso, non è la prima volta che Nasrin Sotoudeh viene arrestata:
https://en.wikipedia.org/wiki/Nasrin_Sotoudeh
Da un Ministro dell'Interno che si atteggia a Presidente del Consiglio ci si aspetterebbe una condanna a qualsiasi tipo di violazione dei diritti umani, ci si aspetterebbe un giudizio netto, una presa di posizione forte.
Invece no.
Lui se la prende con un supposto silenzio (che è tale solamente per chi non ascolta) di un movimento (o di più movimenti) che qui, in casa sua, nella sua Italia che dice di voler difendere, viene ignorato quando va bene. Viene sistematicamente deriso, zittito, squalificato.
Comoda posizione, la sua.
Non affronta i problemi, si limita a fomentare odio e divisioni, in una assurda logica secondo cui i diritti non possono (e non devono!) appartenere a tutti, ma devono essere appannaggio di pochi. E voi, beoti, non lo capite proprio.
Ah, ecco qualche commento tra quelli che il Felpa attende, ma non leggerà mai
[rettifico: TU non li leggerai mai, perché chi si occupa dell'immagine mediatica del soggetto in questione forse un'occhiata attorno la butta]:
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Memento: un bel tacer non fu mai scritto.