martedì 16 aprile 2019

NEURONI BRUCIATI


Di fronte all'incendo di Notre Dame si resta senza parole. 
Colpisce, colpisce duro, vedere un pezzo di storia, una testimonianza architettonica grandiosa che è un simbolo, un monumento tanto grande andare in fumo. 
Parzialmente, se è vero quanto riportano le notizie: la struttura si è conservata, in qualche modo è possibile pensare a una ricostruzione. 


Ma di questo parlano tutti. Tutti architetti, tutti estimatori, tutti colpiti. 



Io sposto l'attenzione sull'idiozia, che colpisce ma non ferisce. 
Vedere Notre Dame bruciare all'Inferno è stato doloroso, lo ammetto. Brucia dentro, è una ferita grande. Ebbene sì. 

Leggere un altro pochino di idiozia invece no. Fa solo incazzare. 
Ma esistete, Beoti. E ne avete diritto. Disprezzo la vostra pochezza, ma rispetto il vostro stare al mondo, per ragioni a me chiare e che probabilmente a molti di voi sfuggono. 
No, non ve le racconto, le mie ragioni. 

Quindi,Hebdo fa il suo lavoro, pubblica la sua vignetta, prende l'argomento del giorno, che brucia (pun intended) e fa stare male, e lo rovescia, lo ribalta, lo utilizza per colpire altrove. 

E, come sempre quanto si indica la Luna, lo Stolto guarda il dito. 

Non capite Charlie Hebdo? Tacete, perdio!
Non vi piace il suo umorismo nero e rosso sangue? Probabilmente il motivo è che non lo capite (v. sopra), ma qualsiasi sia la ragione, tacete perdio!
Trovate irriverente la sua satira? Ebbene, non so come dirvelo: è quello che CharlieHebdo fa. Satira irriverente. Oltraggiosa, graffiante, pungente. Nera. 

"Noi siamo diversi" "Noi non siamo così" "Noi non manifestiamo gioia per un disastro"
(salvo poi prendercela con i Francesi, è naturale). 

Beoti voi che pensate che sia l'incendio il bersaglio. Beoti voi che credete davvero che in redazione non soffrano per la loro (la nostra!) NotreDame ferita.



Beoti voi che non sapete leggere un testo. Come pretendere che comprendiate un sottotesto?
Beoti. 


Non sono Charlie, non sarò mai nulla e nessuno di diverso da ciò che sono e diverrò.  
Ma apprezzo chi sa andare oltre, chi legge tra le righe e sa giocare con le parole e con le immagini non per manipolare, creando fake e cercando seguaci, ma per indurre a pensare, per stimolare le celluline grigie che in voi sembrano essere tutte bruciate. 







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Memento: un bel tacer non fu mai scritto.