A chi bercia "parleteci di Bibbiano", a chi chiede a Report di occuparsi del caso Bibbiano, farebbe bene informarsi prima di emettere suoni senza un senso.
Ma so che è chiedere troppo.
Ma so che è chiedere troppo.
Questa non è una testata giornalistica, le ricerche effettuate sono tutte mediate dalla Rete e dai motori di ricerca. Quindi non si pretende esaustività.
Correttezza sì.
E se siete tra coloro che si sgolano ululan
do "parlateci di Bibbiano", già non state leggendo (siamo ben oltre le 7 parole di cui sono composti gli slogan che siete in grado di ripetere, senza peraltro comprenderne il significato).
do "parlateci di Bibbiano", già non state leggendo (siamo ben oltre le 7 parole di cui sono composti gli slogan che siete in grado di ripetere, senza peraltro comprenderne il significato).
Bando alle ciance.
Il 27 giugno 2019 si viene a sapere delle misure cautelari disposte nei confronti di "politici, medici, assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e psicoterapeuti (della Onlus Hansel e Gretel di Torino). Per che cosa? Pare che siano state prodotte false relazioni, allo scopo di allontanare bambini dalle proprie famiglie e affidarle ad amici e conoscenti.
Gravissimo!
Nei mesi successivi le indagini proseguono, come è giusto che sia, e il caso si sgonfia.
Viene accertato che a fronte di un aumento delle segnalazioni di abusi sui minori (le indagini su questo sono ancora in corsi), il Tribunale dei Minori abbia rigettato l'85% delle istanze di allontanamento dalle famiglie.
In altre parole: se gli illeciti contestati sono effettivamente stati commessi (e sono ipotesi di reati gravissimi, ai danni di minorenni e delle loro famiglie), il Tribunale ha comunque ampiamente ridimensionato i numeri, dimostrando di agire correttamente per le proprie competenze.
Le indagini proseguono, vengono indagate nuove persone (purtroppo), fascicoli vengono archiviati. Insomma, nulla è ancora accertato in via definitiva, e soprattutto nulla viene "insabbiato".
Si procede con l'accertamento dei fatti, secondo le vie legali.
Esattamente, cosa volete voi che gracchiate "Parlateci di Bibbiano?"
Perché non ne parlate voi? Perché non siete in grado di proporre un approfondimento?
Vi rendete conto che sapete cavalcare slogan di cui non comprendete il significato, e non siete in grado di leggere (né scrivere, va da sè) più di due righe?
No, non ve ne rendete conto.
Leggete un po' di Bibbiano, se vi interessa davvero. Bestie.
Gravissimo!
Nei mesi successivi le indagini proseguono, come è giusto che sia, e il caso si sgonfia.
Viene accertato che a fronte di un aumento delle segnalazioni di abusi sui minori (le indagini su questo sono ancora in corsi), il Tribunale dei Minori abbia rigettato l'85% delle istanze di allontanamento dalle famiglie.In altre parole: se gli illeciti contestati sono effettivamente stati commessi (e sono ipotesi di reati gravissimi, ai danni di minorenni e delle loro famiglie), il Tribunale ha comunque ampiamente ridimensionato i numeri, dimostrando di agire correttamente per le proprie competenze.
Le indagini proseguono, vengono indagate nuove persone (purtroppo), fascicoli vengono archiviati. Insomma, nulla è ancora accertato in via definitiva, e soprattutto nulla viene "insabbiato".Si procede con l'accertamento dei fatti, secondo le vie legali.
Esattamente, cosa volete voi che gracchiate "Parlateci di Bibbiano?"
Perché non ne parlate voi? Perché non siete in grado di proporre un approfondimento?
Vi rendete conto che sapete cavalcare slogan di cui non comprendete il significato, e non siete in grado di leggere (né scrivere, va da sè) più di due righe?
No, non ve ne rendete conto.
Leggete un po' di Bibbiano, se vi interessa davvero. Bestie.
Operazione Angeli e Demoni - 27 giugno 2019
(ANSA) - REGGIO EMILIA, 27 GIU - Diciotto persone, tra cui il
sindaco Pd di Bibbiano Andrea Carletti, politici, medici,
assistenti sociali, liberi professionisti, psicologi e
psicoterapeuti di una Onlus di Torino sono stati stati raggiunti
da misure cautelari dai carabinieri di Reggio Emilia. Al centro
dell'inchiesta 'Angeli e Demoni', coordinata dal sostituto
procuratore Valentina Salvi, la rete di servizi sociali della
Val D'Enza, accusati di aver redatto false relazioni per
allontanare bambini da famiglie e collocarli in affido
retribuito da amici e conoscenti.
Gli indagati sono decine e quello ricostruito dagli investigatori è un giro d'affari di centinaia di migliaia di euro. Tra le contestazioni emergono 'lavaggi del cervello' ai minori in sedute di psicoterapia, anche con impulsi elettrici per "alterare lo stato della memoria". Tra i reati contestati frode processuale, depistaggio, abuso d'ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d'uso.
Gli indagati sono decine e quello ricostruito dagli investigatori è un giro d'affari di centinaia di migliaia di euro. Tra le contestazioni emergono 'lavaggi del cervello' ai minori in sedute di psicoterapia, anche con impulsi elettrici per "alterare lo stato della memoria". Tra i reati contestati frode processuale, depistaggio, abuso d'ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d'uso.
29 giugno 2019
Diciotto persone, tra cui il sindaco Pd di
Bibbiano Andrea Carletti, politici, medici, assistenti sociali, liberi
professionisti, psicologi e psicoterapeuti di una Onlus di Torino sono
stati stati raggiunti da misure cautelari dai carabinieri di Reggio
Emilia. Al centro dell'inchiesta 'Angeli e Demoni', coordinata dal sostituto procuratore Valentina Salvi, la rete di servizi sociali della Val D'Enza, accusati di aver redatto false relazioni per allontanare bambini da famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti.
Gli indagati sono decine e quello ricostruito dagli investigatori è un giro d'affari di centinaia di migliaia di euro. Tra le contestazioni emergono 'lavaggi del cervello' ai minori in sedute di psicoterapia, anche con impulsi elettrici per "alterare lo stato della memoria". Tra i reati contestati frode processuale, depistaggio, abuso d'ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d'uso.
Dalle carte dell'inchiesta emergono anche altri dettagli. Disegni dei bambini falsificati con l'aggiunta di dettagli a carattere sessuale, abitazioni descritte falsamente come fatiscenti, stati emotivi dei piccoli relazionati in modo ingannevole, travestimenti dei terapeuti da personaggi 'cattivi' delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male, denigrazione della figura paterna e materna. Questi, secondo l'indagine, erano solo alcuni dei metodi adottati nei confronti dei bambini con l'obiettivo di allontanarli dai genitori, per poi mantenerli in affido e sottoporli a un circuito di cure private a pagamento di una Onlus piemontese. Decine anche i regali e le lettere di affetto, consegnati negli anni da parte dei genitori naturali, che i carabinieri hanno sequestrato in un magazzino dove erano nascosti e che gli appartenenti ai servizi sociali indagati non avrebbero mai consegnare ai piccoli.
"Quanto sta emergendo dall'inchiesta 'Angeli e Demoni' è di una gravità inaudita", commenta il ministro per la Famiglia e le Disabilità, con delega alla tutela minori, Lorenzo Fontana, che annuncia: "D'intesa con i gruppi Lega ci siamo già attivati per istituire una commissione d'inchiesta sulle comunità familiari che accolgono minori".
"La loro percezione della realtà, della propria funzione, è totalmente pervertita e asservita al perseguimento di obiettivi ideologici non imparziali". Nel disporre le misure cautelari per il pericolo di reiterazione del reato il Gip descrive così il comportamento degli indagati, accusati di aver redatto false relazioni per allontanare bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti. Per il giudice gli assistenti sociali dell'Unione Comuni Val d'Enza "hanno realizzato una sistematica pluralità di falsi in atti pubblico - si legge nelle 277 pagine dell'ordinanza - dirigendo sistematicamente le attività di allontanamento dei minori e gestendo i medesimi in modo tale da sostenere aprioristicamente e in modo privo di qualsivoglia equilibrio, le tesi o i sospetti iniziali (dagli stessi fatti propri) che i bambini avessero subito abusi sessuali...".
Gli indagati sono decine e quello ricostruito dagli investigatori è un giro d'affari di centinaia di migliaia di euro. Tra le contestazioni emergono 'lavaggi del cervello' ai minori in sedute di psicoterapia, anche con impulsi elettrici per "alterare lo stato della memoria". Tra i reati contestati frode processuale, depistaggio, abuso d'ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d'uso.
Dalle carte dell'inchiesta emergono anche altri dettagli. Disegni dei bambini falsificati con l'aggiunta di dettagli a carattere sessuale, abitazioni descritte falsamente come fatiscenti, stati emotivi dei piccoli relazionati in modo ingannevole, travestimenti dei terapeuti da personaggi 'cattivi' delle fiabe messi in scena ai minori in rappresentazione dei genitori intenti a fargli del male, denigrazione della figura paterna e materna. Questi, secondo l'indagine, erano solo alcuni dei metodi adottati nei confronti dei bambini con l'obiettivo di allontanarli dai genitori, per poi mantenerli in affido e sottoporli a un circuito di cure private a pagamento di una Onlus piemontese. Decine anche i regali e le lettere di affetto, consegnati negli anni da parte dei genitori naturali, che i carabinieri hanno sequestrato in un magazzino dove erano nascosti e che gli appartenenti ai servizi sociali indagati non avrebbero mai consegnare ai piccoli.
"Quanto sta emergendo dall'inchiesta 'Angeli e Demoni' è di una gravità inaudita", commenta il ministro per la Famiglia e le Disabilità, con delega alla tutela minori, Lorenzo Fontana, che annuncia: "D'intesa con i gruppi Lega ci siamo già attivati per istituire una commissione d'inchiesta sulle comunità familiari che accolgono minori".
"La loro percezione della realtà, della propria funzione, è totalmente pervertita e asservita al perseguimento di obiettivi ideologici non imparziali". Nel disporre le misure cautelari per il pericolo di reiterazione del reato il Gip descrive così il comportamento degli indagati, accusati di aver redatto false relazioni per allontanare bambini dalle famiglie e collocarli in affido retribuito da amici e conoscenti. Per il giudice gli assistenti sociali dell'Unione Comuni Val d'Enza "hanno realizzato una sistematica pluralità di falsi in atti pubblico - si legge nelle 277 pagine dell'ordinanza - dirigendo sistematicamente le attività di allontanamento dei minori e gestendo i medesimi in modo tale da sostenere aprioristicamente e in modo privo di qualsivoglia equilibrio, le tesi o i sospetti iniziali (dagli stessi fatti propri) che i bambini avessero subito abusi sessuali...".
ANSA, 10 settembre 2019
Affidi illeciti, nuova richiesta arresti sindaco BibbianoPer altro filone, "abuso d'ufficio". Carletti è già ai domiciliari
Cinque indagati dell'inchiesta Angeli e Demoni, sugli affidi in Val d'Enza, fra cui il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, tornano al centro dell'indagine della procura reggiana, con l'accusa di abuso d'ufficio. Come riferisce la 'Gazzetta di Reggio', il pm ha presentato ricorso su una vicenda relativa a una serie di incarichi di difesa dei minori in affido. Per questi cinque indagati erano infatti già stati chiesti gli arresti domiciliari a giugno, quando l'inchiesta era ancora sotto traccia, ma il gip aveva detto di no. La decisione è stata adesso impugnata.
Cinque indagati dell'inchiesta Angeli e Demoni, sugli affidi in Val d'Enza, fra cui il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, tornano al centro dell'indagine della procura reggiana, con l'accusa di abuso d'ufficio. Come riferisce la 'Gazzetta di Reggio', il pm ha presentato ricorso su una vicenda relativa a una serie di incarichi di difesa dei minori in affido. Per questi cinque indagati erano infatti già stati chiesti gli arresti domiciliari a giugno, quando l'inchiesta era ancora sotto traccia, ma il gip aveva detto di no. La decisione è stata adesso impugnata.
Oltre a Carletti, che è già ai domiciliari, sarebbero al centro del
provvedimento anche la dirigente dei servizi sociali Federica Anginolfi e
l'avvocato reggiano Marco Scarpati che, secondo l'accusa, avrebbe
ottenuto un ingiusto vantaggio patrimoniale per gli incarichi a lui
affidati dall'Unione dei Comuni della Val d'Enza, della quale Carletti
era delegato ai servizi sociali.
(ANSA) - BOLOGNA, 19 SET -
Il tribunale della Libertà di Bologna ha rigettato l'appello del pm di Reggio Emilia, Valentina Salvi, che aveva chiesto ulteriori misure cautelari per il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti e per altri quattro indagati nell'inchiesta 'Angeli e Demoni', sugli affidi nella Val d'Enza reggiana.
I giudici hanno confermato la decisione del gip di Reggio Emilia, ritenendo priva di gravità indiziaria una delle ipotesi di abuso d'ufficio contestate a Carletti, difeso dal professor Vittorio Manes e dall'avvocato Giovanni Tarquini, relativa all'affidamento di incarichi legali.
Il ricorso della Procura sul punto si era discusso in udienza il 6 settembre, mentre deve ancora arrivare la decisione, sempre dei giudici della Libertà, sull'appello della difesa di Carletti contro gli arresti domiciliari a cui è sottoposto da fine giugno, sempre per reati che non riguardano i presunti abusi terapeutici sui minori, al centro dell'inchiesta.
9 ottobre 2019 - bologna.repubblica.it
Bibbiano (Reggio Emilia), 11 settembre 2019 (ilrestodelcarlino)
Sono finora ventinove gli iscritti nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta 'Angeli e demoni', condotta dai carabinieri di Reggio con il coordinamento del pm Valentina Salvi, i cui accertamenti stanno tuttora proseguendo.
Al centro dell'indagine sono finite le complesse vicende relative ai bambini - dieci in tutto quelli confluiti nel fascicolo originario - che sarebbero stati strappati alle loro famiglie naturali ricorrendo a escamotage illeciti messi in atto da operatori dei servizi sociali di Bibbiano.
Secondo gli inquirenti, questi ultimi avrebbero steso relazioni in cui erano evidenziati particolari falsi per mettere in cattiva luce i genitori naturali - ad esempio abusi da oro subiti, case in pessimo stato, scarse attenzioni verso i figli - e poter così disporre l'affidamento coatto dei minori ad altre famiglie.
Dietro c'era un business: i piccoli venivano sottoposti a sedute di psicoterapia nella sede della 'Cura', struttura pubblica di Bibbiano, praticate da operatori del centro privato torinese 'Hansel e Gretel', che avrebbero percepito un compenso orario doppio rispetto a quello medio di analoghi professionisti.
Sei le persone che, il 27 giugno, sono finite ai domiciliari. Tra loro c'è il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti (per abuso d'ufficio e falso ideologico, ipotesi di reato legate alle procedure amministrative per l'appalto della psicoterapia).
Il 20 settembre, su decisione del tribunale della Libertà, il primo cittadino, sospeso dal suo incarico pubblico dalla Prefettura e autosospeso dal Pd, ha lasciato i domiciliari: per lui solo obbligo di dimora.
Resta ai domiciliari, invece, Federica Anghinolfi, la responsabile dei servizi sociali della Val d'Enza, considerata una figura-chiave nei presunti illeciti, chiamata a rispondere di molteplici accuse (tra cui falsità ideologica, frode processuale, violenza privata, peculato, depistaggio e lesione personale aggravata per i casi di alcuni bambini sottratti).
Ai domiciliari anche Nadia Bolognini, psicoterapeuta di Torino e moglie di Claudio Foti - quest'ultimo alla guida di 'Hansel e Gretel' -, per il quale il Riesame ha di recente riformulato la misura in obbligo di dimora a Pinerolo; e l'assistente sociale Francesco Monopoli. Marietta Veltri, coordinatrice dei servizi sociali Val d'Enza, è tornata libera in concomitanza con il pensionamento.
La sospensione per sei mesi dall'attività lavorativa riguarda nove indagati (oltre ad Anghinolfi e Monopoli) tra assistenti sociali, educatori e personale amministrativo: tra questi Cinzia Magnarelli è intanto tornata al lavoro (in un altro settore dell'Ausl dove lei aveva chiesto e ottenuto il trasferimento prima dell'inchiesta) dopo aver ammesso di aver falsificato alcuni report su pressione dei superiori.
Fadia Bassmaji e Daniela Bedogni hanno il divieto di avvicinamento alla minore che avevano avuto in affidamento e che avrebbe subito maltrattamenti.
Tra gli indagati a piede libero ci sono l'avvocato Marco Scarpati (per l'incarico da 20mila euro per seguire legalmente i casi dei bambini, ipotesi di concorso estraneo in abuso d'ufficio - aggiornamento: archiviate le accuse) e il direttore provinciale dell'Ausl, Fausto Nicolini (concorso in abuso d'ufficio). Oltre agli ex sindaci di Cavriago Paolo Burani e di Montecchio Paolo Colli, entrambi ex presidenti dell'Unione Val d'Enza, indagati per falso ideologico.
14 ottobre 2019 - ilrestodelcarlino.it
Caso affidi Bibbiano, funzionaria del Comune di Reggio indagata per depistaggio
Inchiesta 'Angeli e demoni', un altro colpo di scena.
L'intercettazione, riferita a un documento: "Te lo do brevi manu, non vorrei che intercettassero"
Daniela Scrittore, funzionaria del Comune di Reggio del settore Politiche familiari indagata per depistaggio nell’ambito dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ sugli affidi, scaturita dal caso Bibbiano. Il nome della Scrittore, difesa dall’avvocato Liborio Cataliotti, non compare nell’ordinanza che a fine giugno ha portato alle misure cautelari e ha scoperto i presunti illeciti nella Val d’Enza, ma sarebbe uno sviluppo dell’indagine di Procura e carabinieri. Alcune funzionarie dell’Ausl avrebbero infatti raccontato che la donna era presente all’apertura delle buste di un appalto che avrebbe suggerito di assegnare alla Onlus Hansel e Gretel di Claudio Foti. La donna, interrogata come testimone, avrebbe negato la circostanza. Risultano poi una cinquantina di contatti con Federica Anghinolfi, ex responsabile dei Servizi sociali dell’Unione e ritenuta il personaggio chiave nell’inchiesta. In un’intercettazione, mandata in onda dal TgR Emilia Romagna, sembra emergere l’intenzione di incontrarsi per scambiarsi documenti senza lasciare tracce: «Te lo do brevi manu (direttamente, di persona, ndr ) perché non vorrei mai che intercettassero delle cose anche nei giri di mail privati», si sente distintamente. Venerdì le è stato sequestrato il telefono per ulteriori accertamenti con la Procura che ha ipotizzato l’abuso d’ufficio nella procedura d’appalto del comune di Bibbiano per la Onlus ‘Hansel e Gretel’. Ennesimo colpo di scena quindi all’interno di una vicenda che sembra, settimana dopo settimana, rivelarsi sempre più articolata e di non facile decodificazione. Gli inquirenti stanno infatti proseguendo nelle indagini per provare a fare sempre più luce su tutte le dinamiche che portavano a separare i bambini dalle proprie famiglie d’origine, con metodi che sono stati ritenuti in moltissimi casi non idonei. La nuova notizia di un’altra persona indagata, in questo caso per depistaggio delle indagini e con aggiunta l’ipotesi dell’abuso di ufficio, apre ad ulteriori nuovi scenari sull’operatività delle organizzazioni coinvolte. A fare scalpore è sicuramente la notizia che la persona coinvolta in questo ultimo filone d’indagine faccia parte del Comune di Reggio del settore Politiche Familiari. L’ipotesi investigativa è riferita a un presunto depistaggio nell’ambito dell’inchiesta. Il Comune: spostata in un altro ufficio "Sulla base delle indicazioni dell'Autorità nazionale anticorruzione-Anac viene applicata alla funzionaria coinvolta nell'indagine la misura prevista della 'rotazione straordinaria', con destinazione ad altro ufficio". L'amministrazione comunale di Reggio Emilia "esprime fiducia nell'azione della magistratura, auspica sia fatta piena luce ed è certa che la funzionaria si avvarrà di tutte le opportunità di chiarimento", si spiega in una nota precisando poi che gli accertamenti non riguardano "l'attività del servizio stesso" cioé il settore dove lavorava la funzionaria indagata.
BOLOGNA -
Tutto regolare, provvedimenti legittimi. È la verità dei giudici del
Tribunale dei minori di Bologna sul cosiddetto “ Caso Bibbiano”. Su
cento fascicoli esaminati non è stata riscontrata nessuna anomalia. C’è
voluta tutta l’estate per passare allo scanner le richieste di
provvedimenti per i minori della Val d’Enza.
Mesi utilizzati dai magistrati bolognesi per controllare la regolarità degli allontanamenti dei bambini dalle loro famiglie. Quelle richieste erano arrivate sul tavolo dei giudici negli ultimi due anni su input dei pm della procura minorile. Ora c’è stato uno studio minuzioso di cui si è parlato a margine di una riunione voluta dal presidente Giuseppe Spadaro per fare il punto della situazione dopo l’indagine “Angeli e Demoni”.
Un vertice del 13 settembre, a cui hanno preso parte i responsabili dei servizi sociali della province di Reggio Emilia, impegnati sui diversi fascicoli della Val d’Enza. Il dato emerso, per i giudici, è confortante. Secondo quanto conferma Monica Pedroni, nuova dirigente dei servizi con sede a Bibbiano, Spadaro ha rassicurato gli operatori: « Se vi sono state mele marce che hanno tentato di frodarci processualmente - ha detto il presidente - devono essere giudicate dalla magistratura e punite in maniera severa», Quindi avrebbe aggiunto: « L’assistente sociale è di fatto come la polizia giudiziaria per un pm, dunque chi ha sbagliato dovrà essere punito » .
Spadaro ha poi detto che il “ sistema” ha dimostrato nel suo complesso di essere sano: « Voi servizi sociali svolgete un delicato e fondamentale ruolo nel nostro Paese di tutela dei minori, non mollate e continuate a lavorare con prudenza, professionalità e coraggio».
Mesi utilizzati dai magistrati bolognesi per controllare la regolarità degli allontanamenti dei bambini dalle loro famiglie. Quelle richieste erano arrivate sul tavolo dei giudici negli ultimi due anni su input dei pm della procura minorile. Ora c’è stato uno studio minuzioso di cui si è parlato a margine di una riunione voluta dal presidente Giuseppe Spadaro per fare il punto della situazione dopo l’indagine “Angeli e Demoni”.
Un vertice del 13 settembre, a cui hanno preso parte i responsabili dei servizi sociali della province di Reggio Emilia, impegnati sui diversi fascicoli della Val d’Enza. Il dato emerso, per i giudici, è confortante. Secondo quanto conferma Monica Pedroni, nuova dirigente dei servizi con sede a Bibbiano, Spadaro ha rassicurato gli operatori: « Se vi sono state mele marce che hanno tentato di frodarci processualmente - ha detto il presidente - devono essere giudicate dalla magistratura e punite in maniera severa», Quindi avrebbe aggiunto: « L’assistente sociale è di fatto come la polizia giudiziaria per un pm, dunque chi ha sbagliato dovrà essere punito » .
Spadaro ha poi detto che il “ sistema” ha dimostrato nel suo complesso di essere sano: « Voi servizi sociali svolgete un delicato e fondamentale ruolo nel nostro Paese di tutela dei minori, non mollate e continuate a lavorare con prudenza, professionalità e coraggio».
I numeri dicono che su un centinaio di
segnalazioni dei servizi di Bibbiano, con i quali si prospettava
l’allontanamento dei bambini dalle famiglie, in 85 casi il Tribunale ha
deciso diversamente. Ossia di lasciare i ragazzini tra le mura
domestiche. Solo nei casi più controversi, una trentina, i
giudici hanno deciso per «l’affido esplorativo». Una misura che non
prevede l’allontanamento dalla famiglia e chiede ai servizi sociali di
“sostenere” genitori e figli per superare eventuali momenti difficili.
Su 100, solo in 15 casi i giudici hanno accolto la richiesta di
allontanamento, non prima tuttavia di aver incaricato propri consulenti
con il compito fare verifiche.
La bontà delle decisioni assunte da Tribunale dei Minori è dimostrata dal fatto che in 8 casi i genitori non hanno fatto ricorso in appello, accettando la decisione. Mentre i ricorsi contro le sentenze ( che sono stati 7) sono stati tutti respinti dalla sezione minori della Corte d’Appello. In altri termini, per le decisioni contestate c’è stato un secondo tribunale che ha dato ragione a via del Pratello.
La bontà delle decisioni assunte da Tribunale dei Minori è dimostrata dal fatto che in 8 casi i genitori non hanno fatto ricorso in appello, accettando la decisione. Mentre i ricorsi contro le sentenze ( che sono stati 7) sono stati tutti respinti dalla sezione minori della Corte d’Appello. In altri termini, per le decisioni contestate c’è stato un secondo tribunale che ha dato ragione a via del Pratello.
Bibbiano (Reggio Emilia), 11 settembre 2019 (ilrestodelcarlino)
Sono finora ventinove gli iscritti nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta 'Angeli e demoni', condotta dai carabinieri di Reggio con il coordinamento del pm Valentina Salvi, i cui accertamenti stanno tuttora proseguendo.
Al centro dell'indagine sono finite le complesse vicende relative ai bambini - dieci in tutto quelli confluiti nel fascicolo originario - che sarebbero stati strappati alle loro famiglie naturali ricorrendo a escamotage illeciti messi in atto da operatori dei servizi sociali di Bibbiano.
Secondo gli inquirenti, questi ultimi avrebbero steso relazioni in cui erano evidenziati particolari falsi per mettere in cattiva luce i genitori naturali - ad esempio abusi da oro subiti, case in pessimo stato, scarse attenzioni verso i figli - e poter così disporre l'affidamento coatto dei minori ad altre famiglie.
Dietro c'era un business: i piccoli venivano sottoposti a sedute di psicoterapia nella sede della 'Cura', struttura pubblica di Bibbiano, praticate da operatori del centro privato torinese 'Hansel e Gretel', che avrebbero percepito un compenso orario doppio rispetto a quello medio di analoghi professionisti.
Sei le persone che, il 27 giugno, sono finite ai domiciliari. Tra loro c'è il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti (per abuso d'ufficio e falso ideologico, ipotesi di reato legate alle procedure amministrative per l'appalto della psicoterapia).
Il 20 settembre, su decisione del tribunale della Libertà, il primo cittadino, sospeso dal suo incarico pubblico dalla Prefettura e autosospeso dal Pd, ha lasciato i domiciliari: per lui solo obbligo di dimora.
Resta ai domiciliari, invece, Federica Anghinolfi, la responsabile dei servizi sociali della Val d'Enza, considerata una figura-chiave nei presunti illeciti, chiamata a rispondere di molteplici accuse (tra cui falsità ideologica, frode processuale, violenza privata, peculato, depistaggio e lesione personale aggravata per i casi di alcuni bambini sottratti).
Ai domiciliari anche Nadia Bolognini, psicoterapeuta di Torino e moglie di Claudio Foti - quest'ultimo alla guida di 'Hansel e Gretel' -, per il quale il Riesame ha di recente riformulato la misura in obbligo di dimora a Pinerolo; e l'assistente sociale Francesco Monopoli. Marietta Veltri, coordinatrice dei servizi sociali Val d'Enza, è tornata libera in concomitanza con il pensionamento.
La sospensione per sei mesi dall'attività lavorativa riguarda nove indagati (oltre ad Anghinolfi e Monopoli) tra assistenti sociali, educatori e personale amministrativo: tra questi Cinzia Magnarelli è intanto tornata al lavoro (in un altro settore dell'Ausl dove lei aveva chiesto e ottenuto il trasferimento prima dell'inchiesta) dopo aver ammesso di aver falsificato alcuni report su pressione dei superiori.
Fadia Bassmaji e Daniela Bedogni hanno il divieto di avvicinamento alla minore che avevano avuto in affidamento e che avrebbe subito maltrattamenti.
Tra gli indagati a piede libero ci sono l'avvocato Marco Scarpati (per l'incarico da 20mila euro per seguire legalmente i casi dei bambini, ipotesi di concorso estraneo in abuso d'ufficio - aggiornamento: archiviate le accuse) e il direttore provinciale dell'Ausl, Fausto Nicolini (concorso in abuso d'ufficio). Oltre agli ex sindaci di Cavriago Paolo Burani e di Montecchio Paolo Colli, entrambi ex presidenti dell'Unione Val d'Enza, indagati per falso ideologico.
14 ottobre 2019 - ilrestodelcarlino.it
Caso affidi Bibbiano, funzionaria del Comune di Reggio indagata per depistaggio
Inchiesta 'Angeli e demoni', un altro colpo di scena.
L'intercettazione, riferita a un documento: "Te lo do brevi manu, non vorrei che intercettassero"
Daniela Scrittore, funzionaria del Comune di Reggio del settore Politiche familiari indagata per depistaggio nell’ambito dell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ sugli affidi, scaturita dal caso Bibbiano. Il nome della Scrittore, difesa dall’avvocato Liborio Cataliotti, non compare nell’ordinanza che a fine giugno ha portato alle misure cautelari e ha scoperto i presunti illeciti nella Val d’Enza, ma sarebbe uno sviluppo dell’indagine di Procura e carabinieri. Alcune funzionarie dell’Ausl avrebbero infatti raccontato che la donna era presente all’apertura delle buste di un appalto che avrebbe suggerito di assegnare alla Onlus Hansel e Gretel di Claudio Foti. La donna, interrogata come testimone, avrebbe negato la circostanza. Risultano poi una cinquantina di contatti con Federica Anghinolfi, ex responsabile dei Servizi sociali dell’Unione e ritenuta il personaggio chiave nell’inchiesta. In un’intercettazione, mandata in onda dal TgR Emilia Romagna, sembra emergere l’intenzione di incontrarsi per scambiarsi documenti senza lasciare tracce: «Te lo do brevi manu (direttamente, di persona, ndr ) perché non vorrei mai che intercettassero delle cose anche nei giri di mail privati», si sente distintamente. Venerdì le è stato sequestrato il telefono per ulteriori accertamenti con la Procura che ha ipotizzato l’abuso d’ufficio nella procedura d’appalto del comune di Bibbiano per la Onlus ‘Hansel e Gretel’. Ennesimo colpo di scena quindi all’interno di una vicenda che sembra, settimana dopo settimana, rivelarsi sempre più articolata e di non facile decodificazione. Gli inquirenti stanno infatti proseguendo nelle indagini per provare a fare sempre più luce su tutte le dinamiche che portavano a separare i bambini dalle proprie famiglie d’origine, con metodi che sono stati ritenuti in moltissimi casi non idonei. La nuova notizia di un’altra persona indagata, in questo caso per depistaggio delle indagini e con aggiunta l’ipotesi dell’abuso di ufficio, apre ad ulteriori nuovi scenari sull’operatività delle organizzazioni coinvolte. A fare scalpore è sicuramente la notizia che la persona coinvolta in questo ultimo filone d’indagine faccia parte del Comune di Reggio del settore Politiche Familiari. L’ipotesi investigativa è riferita a un presunto depistaggio nell’ambito dell’inchiesta. Il Comune: spostata in un altro ufficio "Sulla base delle indicazioni dell'Autorità nazionale anticorruzione-Anac viene applicata alla funzionaria coinvolta nell'indagine la misura prevista della 'rotazione straordinaria', con destinazione ad altro ufficio". L'amministrazione comunale di Reggio Emilia "esprime fiducia nell'azione della magistratura, auspica sia fatta piena luce ed è certa che la funzionaria si avvarrà di tutte le opportunità di chiarimento", si spiega in una nota precisando poi che gli accertamenti non riguardano "l'attività del servizio stesso" cioé il settore dove lavorava la funzionaria indagata.


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